Forse ragionare nel merito aiuta la politica a non essere cieca

Data: Martedì, 6 Luglio 2010
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Lontano da clamori mediatici ma nel cuore di problemi reali, il PD rischia un ennesimo autogol.
A due anni dall’approvazione in Consiglio dei Ministri e dopo 8 mesi di Conferenza Stato-Regioni (rapido il Parlamento!) la Camera esamina un disegno di legge (DDL) del Ministro Meloni che riconosce il valore sociale delle associazioni di giovani in quanto “strumento di crescita civile e culturale della popolazione giovanile, espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo, nonché veicolo di promozione, creatività e integrazione sociale”. Per incentivare la nascita di comunità giovanili e rafforzare le esistenti, il DDL cambia destinazione al Fondo istituito nel 2005 dal precedente governo Berlusconi per “prevenire il disagio giovanile e l’uso di stupefacenti”. I 18 milioni di euro del Fondo sono ossigeno per il mondo associativo che, già in apnea, vivrà un periodo drammatico per i tagli alla finanza locale. Un apprezzabile salto culturale per fare una  legge parziale ma utile, migliorata da un confronto parlamentare che forse può ancora generare risultati positivi. Eppure per alimentare timori e motivare la necessità di rigettare la proposta o d’infarcirla di vincoli si è detto di tutto, incluso che si tratti di un trucco per dare fondi ad associazioni amiche del Ministro. Mi sembra insensato e provo a sintetizzare perché.  
Le associazioni che ne potrebbero beneficiare sono diversissime: quelle di ragazze e ragazzi che contrastano la criminalità organizzata ispirate a don Ciotti, la miriade di circoli ARCI impegnati in aree depresse, le associazioni di volontariato e servizi sociali, direi perfino gli scout. Inoltre la legge può stimolare esperienze identitarie e chiuse, anche vicine alla destra, a imboccare una direzione analoga a quella di molti ex-centri sociali che sono oggi parte integrata e vitale delle realtà in cui operano. Rigettarla mi pare inspiegabile.
D’altro canto, infarcire le leggi di norme che ne regolano l’attuazione diminuisce il peso delle finalità per cui sono fatte e lascia spazio alla navigazione tra codicilli che serve a piegarne lo spirito a interessi estranei a quelli che la stessa legge ammette. Sconsigliabile.
Lo spirito di questo DDL è positivo. Invece di alimentare timori è meglio raccogliere le forze, negoziare nello spazio che esiste e controllare poi l’attuazione. Il tempo non è amico di una legge voluta da pochi, perché a pochi interessano i giovani in quanto cittadini attivi e non meri consumatori. C’è una finestra aperta in questo pessimo governo, non lascerei che ci si chiudesse in faccia.

NMC - Final remarks

Data: Domenica, 7 Febbraio 2010
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NMC- World Youth Meeting

www.nimociv.org

NMC - ni, mondlokaj, civitanoj - noi cittadini globali-locali 2009-2010

Data: Sabato, 30 Gennaio 2010
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NMC (dall’esperanto Ni, mondlokaj civitanoj - Noi, cittadini globali-locali) è un programma di medio termine per promuovere lo sviluppo sostenibile e la partecipazione dei giovani alle decisioni locali e globali. Il suo campo d’azione è il mondo intero, in particolare quello delle città. Il suo orizzonte è il 2020.

NMC si ispira alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, gli Obiettivi del Millennio e la Dichiarazione sulla giustizia sociale per una globalizzazione giusta.

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NMC World Youth Meeting

Data: Venerdì, 29 Gennaio 2010
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Obiettivi
Concorrere alla creazione di ambienti globali e locali in cui giovani, decisori politici, attori economici e sociali, organizzazioni internazionali, centri di conoscenza e cittadini collaborino per facilitare ed accrescere la partecipazione dei giovani ai processi decisionali e allo sviluppo di un futuro sostenibile per tutti. continua »

Zone Attive 1999-2004

Data: Sabato, 20 Giugno 2009
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Zone Attive (ZA) crea e realizza progetti di cultura contemporanea. Composta da un gruppo di giovani professionisti, è parte dell’Azienda Speciale Palaexpo.

ZA investe nelle realtà culturali emergenti a Roma e le collega con quelle Italiane ed Europee. Qualità, ricerca, originalità delle idee e delle soluzioni impiegate, attenzione all’innovazione e curiosità sono le sue parole d’ordine.

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Enzimi

Data: Venerdì, 19 Giugno 2009
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Lanciato nel 1996 Enzimi è stato per quasi quindici anni il più ambizioso progetto italiano dedicato alla promozione della creatività dei giovani e all’innovazione. Nel arco della sua vita Enzimi ha direttamente coinvolto quasi due milioni di giovani e offerto formazione e ribalta ad oltre diecimila artisti emergenti, molti dei quali hanno poi raggiunto il successo.

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Roma e i giovani. Come la città può migliorare questo rapporto? Due proposte per intervenire.

Data: Venerdì, 5 Maggio 2006
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di Luca Bergamo.

Per essere autonomo devi spendere almeno 13.000 euro l’anno, la metà va via per avere un tetto sulla testa. Dicono che il lavoro per i giovani è una priorità, ma incentivano gli anziani a rimanere al lavoro. Parlano di indipendenza dei giovani, ma danno aiuto alle famiglie. Straparlano dell’Ici, ma sulla casa per i giovani tacciono. Un giovane che conquista la sua autonomia, fa risparmiare alla famiglia almeno 5.000 euro l’anno, con l’abolizione dell’Ici la stessa famiglia risparmia meno di 300 euro, 17 volte di meno. Allora perché reclamare l’abolizione della tassa invece di aiutare i giovani?

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In Italia adesso servono i giovani

Data: Venerdì, 17 Febbraio 2006
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di Luca Bergamo

Secondo l’esperienza quotidiana e i dati disponibili, siamo il paese più vecchio nei luoghi in cui si forma la conoscenza, si produce la cultura, si prendono le decisioni.
E guarda caso siamo l’ultimo in ogni classifica di competitività. L’ultimo numero di “Le Scienze” pubblica dati sull’invecchiamento delle università. Ecco come stanno le cose: in Gran Bretagna gli accademici al di sotto dei 35 anni sono il 16% in Italia il 4,5%; quelli oltre i 55 anni sono in GB il 20% (di cui solo l’1% over 65) e in Italia il 42,2% (di cui quasi il 10% over 65). Perché?

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Centro produzioni culturali giovanili - Mattatoio, Roma

Data: Giovedì, 9 Novembre 2000
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Progetto concettuale e programma funzionale

a cura di Luca Bergamo.

Il Comune di Roma ha approvato nel 2000 il progetto di recupero per la ristrutturazione del complesso dell’ex Mattatoio. L’intenzione era quella di trasformare l’area (di oltre 50.000 mq complessivi) in una grande cittadella della cultura e dei giovani. In particolare, l’area centrale del complesso viene destinata ad un Centro di produzioni culturali rivolto ai giovani.
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Commento su Roma 1999 – le ragioni di una Biennale atipica -

Data: Venerdì, 9 Luglio 1999
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E’ ormai passato oltre un mese dal termine della nona Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo.
Il bilancio è positivo. E’ alto il livello medio delle opere presentate e non si è notata la presenza di una “scuola”, indice di un movimento continuo che travalica i confini degli Stati e di una ricerca vivace che non presenta tracce evidenti di omologazione a modelli precostituiti. Il Mattatoio di Roma, dimenticato per oltre venti anni, è stato recuperato all’uso pubblico dimostrando straordinarie potenzialità di cui il governo cittadino e quello nazionale debbono tenere conto.

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Bjcem Roma 1999 - catalogo – testo introduttivo di Luca Bergamo

Data: Domenica, 9 Maggio 1999
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Il Mediterraneo è  “mille cose al tempo stesso. Non è un paesaggio ma innumerevoli paesaggi. Non è un mare ma una successione di mari. Non una civiltà ma più civiltà ammassate l’una sull’altra.”

Così Fernand Braudel descrive uno dei temi che sono alle radici di una iniziativa atipica che tenta di affrontare domande diverse a cui, in genere, si formulano risposte separate.
In effetti la Biennale è anche uno strumento per cercare un’organizzazione concettuale in grado di accogliere alcuni problemi della modernità e produrre idee utili ed attuali per affrontare un’epoca sempre più confusa e contraddittoria.
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Cronaca di un tentativo lungo molti anni

Data: Venerdì, 9 Aprile 1999
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A Roma nel 1999 – di Luca Bergamo.

Il 29 Maggio 1999 si inaugura a Roma la Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo.
Oltre 50.000 m2 dell’ex mattatoio di Testaccio, progettato da Herzog all’inizio del secolo per “industrializzare” l’abbattimento e la macellazione dei capi di bestiame, tornano a vivere dopo quasi venti anni di abbandono.
Solo intorno alla metà di Aprile 1999 abbiamo ricevuto l’autorizzazione formale all’utilizzo del complesso,  perciò in un mese bisogna trasformare il luogo e renderlo adatto ad ospitare gli spettacoli, le opere, gli incontri della Biennale e soprattutto le migliaia di persone che speriamo verranno a visitarla.
Così se ne vanno 7.000 metri cubi di rifiuti che ingombrano la “pelanda dei suini” che ripulita ed adattata ospiterà le urban performance e i workshop di Sarajevo.
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