Uno sguardo pragmatico sulle coppie di fatto

Data: Sabato, 10 Febbraio 2007
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di Luca Bergamo.

Chi vuole la cittadinanza olandese dovrà vedere un film che mostra anche una coppia omosessuale e donne in topless. Da noi non passa giorno senza che qualcuno si scagli contro il riconoscimento per legge di importanti diritti e doveri alle coppie non sposate. Poter subentrare al partner nell’affitto di casa quando muore quello titolare del contratto; essere tenuti a contribuire alla vita di coppia; poter decidere sulle scelte mediche in caso di malattia grave del partner, … e così via.
In Europa, solo Grecia e Italia non riconoscono legalmente la coppia fuori dal matrimonio.

Tra gli ostili al riconoscimento alcuni, per fortuna sempre meno, usano argomenti indegni di un paese civile insultando stupidamente chi è omosessuale. E dimostrando ignoranza del fatto che in Italia quasi il 10% dei bambini nasce in famiglie di coppie non sposate, che come le altre accompagnano i figli a scuola, fanno la spesa, gioiscono e discutono insieme.

Quindi il problema non riguarda l’orientamento sessuale delle persone.
Riguarda l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, i confini delle libertà individuali, più che il significato della famiglia.
Ed ha effetti sullo sviluppo economico, visto che tutte le indagini rigorose dimostrano che la competizione si gioca sul talento umano e che chi ha talento sceglie di vivere nelle società dove ciascuno si sente più libero.

Per la legge italiana il matrimonio civile è un patto tra una donna ed un uomo che si promettono reciproca fedeltà, assistenza e collaborazione (Art.143 del codice civile), magari con la prospettiva di generare figli.

Eppure nella vita quotidiana molte cose possono andare diversamente. Magari una coppia non può o non intende generare figli. Oppure non vuole promettersi reciproca fedeltà a vita (promessa che talvolta fa con ipocrisia anche chi si sposa). Allora perché obbligare al matrimonio civile per vedersi riconosciuti certi diritti? Ancora. Una coppia omosessuale, anche quando progetta una vita di reciproca fedeltà, assistenza e collaborazione non può reclamare quei diritti. Perchè? Che l’amore tra due persone dello stesso sesso non è amore?

Rifiutare di riconoscere le unioni diverse dal matrimonio ha due effetti. 1. Aumentano i matrimoni contratti per semplificarsi la vita, dunque fondati su una promessa fatta con leggerezza. E guarda caso i divorzi crescono, così come le cause di annullamento presso la Sacra Rota per questo criticata dal Santo Padre. E con essi l’ipocrisia. 2. Rende difficile la vita di ogni persona che vuole costruire una vita di coppia basata su un impegno coerente con i valori costituzionali ma non riconosciuto dalla legislazione attuale.

Dimostrando così che in Italia siamo meno liberi rispetto al resto d’Europa.
Perché lasciare che il matrimonio divenga una scelta di routine o convenienza? Davvero si aiuta la famiglia? Che vantaggio c’è a limitare le libertà individuali quando non danneggiano nessuno?

Serve serietà e onestà intellettuale. Ne va della vita di milioni di persone a cui è giusto riconoscere diritti semplici e fondamentali ora negati.
L’Italia è come una persona che cammina, insicura, con la testa voltata all’indietro. Rinunciamo troppo spesse a governare il cambiamento del nostro mondo per poi accorgerci che la realtà è inesorabilmente cambiata, per la forza dei fatti. Con un po’ di coraggio possiamo essere una comunità più libera e serena. Capace di valorizzare le diversità e arricchirsene.

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